Le Riflessioni Cristiane  
Oggi Sposi -II - Venuti insieme  
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Oggi sposi - II - Venuti insieme
 



Sposi
  Oggi sposi - II - Venuti insieme



E così un giorno ci si trova in una chiesa, con accanto la persona con la quale si ha intenzione di passare il resto della propria vita. Davanti, un prete. Che comincia...

Carissimi N. e N.,
siete venuti insieme nella casa del Padre,
perché la vostra decisione di unirvi in Matrimonio
riceva il suo sigillo e la sua consacrazione,
davanti al ministro della Chiesa e davanti alla comunità.
Voi siete già consacrati mediante il Battesimo:
ora Cristo vi benedice e vi rafforza con il sacramento nuziale,
perché vi amiate l'un l'altro con amore fedele e inesauribile
e assumiate responsabilmente i doveri del Matrimonio.

Pertanto vi chiedo di esprimere davanti alla Chiesa
le vostre intenzioni.


Attenzione, attenzione alle parole, perchè non ce n'è una di troppo, e tutte sono importanti. Non ne deve scappare una. Perchè quello che si sta facendo è, in tutti i casi, la scelta, la decisione più importante che un uomo e una donna possano prendere. E' cosa da fare tremare i polsi. E' la lama che divide miseria e felicità.
E quello che il sacerdote sta cercando di fare è avvertire, definire, inchiodare alla propria responsabilità. Se si era ragazzi, è il momento di crescere. Questo è il luogo dell'adulto, e l'adulto è colui che si assume doveri. Non è un gioco, non più, qui si fa sul serio. Se le cose andassero storte, non tirate in ballo Dio: "siete venuti insieme" nella Sua casa, siete stati voi a cercarlo, a prendere la decisione; quello che Lui fa è prenderne nota, e rendere questa vostra scelta una scelta sacra; cioè eterna.
La scelta è vostra; Lui ci metterà la forza, la gioia, ogni benedizione; e vi ricorderà quell'amore che non finisce, quell'amore che non tradisce, ogni volta che lo vorrete.
Ma non vi toglierà la libertà, e quella gioia e quella benedizione e quel ricordo potranno anche essere rifiutati.

Insieme alla casa del Padre vuol dire non che dovrete per sempre guardarvi negli occhi, ma guardare insieme nella stessa direzione.
Camminare guardandosi negli occhi è la maniera migliore per inciampare e cadere, perchè non si guarda dove si va. Quello, e camminare ad occhi chiusi.
Qui gli occhi occorre tenerli bene aperti.
Qui non si fa il giochino dei diritti: qui ci si assume doveri.
E così, davanti a Dio, davanti alla Chiesa, cioè davanti a tutti, siete voi, adulti, a dire chi siete e chi volete essere.
E quello che volete essere è uniti per l'eternità con la persona che vi sta a fianco; è affermare che lei è il vostro destino.
Non è così?