Le Riflessioni Cristiane  
Oggi sposi IV - Onorati amanti  
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Oggi sposi IV - Onorati amanti
 



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Oggi sposi IV - Onorati amanti




Al matrimonio si arriva un passo dopo l'altro. Il secondo passo, la seconda domanda, è quella forse più tosta, quella più impegnativa:

Siete disposti, seguendo la via del Matrimonio, ad amarvi e a onorarvi l'un l'altro per tutta la vita?

Alla faccia. Dici niente. Vi si sta domandando se siete disposti a volere il bene di quella persona per tutti gli anni che sarete insieme sulla terra, non solo, ma anche onorarla, cioè non disprezzarla per quello che è. Neanche quando vi farà arrabbiare, neanche quando prenderà decisioni assurde, neanche quando andrà contro tutto quello che credete e desiderate. E questo succederà, non dubitatene, quindi è meglio che lo sappiate bene prima di rispondere.
Ci sarà un momento in cui lui dirà bianco e lei nero. Quando lei si negherà quando lui vorrebbe concedersi, e viceversa. Quando lei piegherà i tovaglioli a triangolo invece che quadrati, e non laverà le calze. Quando lui vorrà vedere gli amici, e si dimenticherà degli anniversari. Perchè sono le piccole cose quelle che fanno arrabbiare, che seminano disprezzo, quelle che fanno dubitare dell'altro, quello che mandano a quel paese l'amare e soprattutto l'onorare l'altro.

Ma la domanda non specifica "in ogni momento", non dice "giurate che l'amerete", ma solo se siete disposti a farlo. Se ne avete l'intenzione. Se siete convinti che non è una prova, se non state dicendo "ma se non è come dico io la mollo", "se non fa come dico io lo mollo". Se non date per scontato che tra un paio di anni ciao, che si dice indissolubile ma è in fondo una palla. Perchè se in fondo non ne siete convinti, se quello in cui vi imbarcate è condizionato a quello che l'altro, l'altra farà e dirà, allora tanto vale che insieme al registro matrimoniale firmiate anche la domanda di divorzio per portarvi avanti con il lavoro.
O meglio: di nullità, perchè se rispondete sì state mentendo, e il matrimonio non è valido.

Ma chi è in grado di resistere se l'altro non ama più, se tradisce? Gli stessi apostoli, quando Gesù fece loro presente che chi anche solo pensa di tradire sta già facendolo si spaventarono, e dissero che allora era meglio non prendere moglie. Gli apostoli erano quasi tutti sposati, e sapevano.
Sapevano che l'uomo tradisce, la donna tradisce (e non pensate subito al sesso, quello è buon ultimo).

Il matrimonio, l'abbiamo detto, c'è già tutto quando una persona mi si impone come la possibilità che il mio destino sia realizzato, cioè la possibilità che si compia quello per cui sono stato fatto; e nel rendersi conto che questa persona c'entra con una esperienza di totalità.
Totalità vuol dire non lasciare fuori niente, non tenersi niente da parte o nascosto, nè la testa, nè il corpo, nè l'anima, nè le circostanze.
Qualunque rapporto umano che sia vero apre alla totalità. E la totalità non è niente meno di un per sempre. Il per sempre non implica il futuro: è tutto nel presente, in quel "siete disposti". Il possesso vicendevole totale. Se ti amo, desidero tutto di te. Tutto di te è mio, tutto di me è tuo, e questa è, dà, una esperienza di libertà, perchè niente è freno, niente è nascosto, niente è impedimento.
La parola che porta alla totalità è il perdono. L'opposto della tolleranza. La tolleranza è un veleno che uccide lentamente, perchè vuol dire "non ti accetto ma ti tengo lo stesso". Cessa l'amore, cessa l'onore. Il perdono è sempre un miracolo di ricostituire un nuovo inizio.
la tolleranza è un cinismo, un compromesso quotidiano. Il perdono esalta il realismo. E' riconoscere che quel tutto di te che scelgo di amare e onorare comprende anche il brutto di te, che c'è, come c'è il brutto di me. E che, insieme, ogni giorno si può ricominciare, per tutti i giorni della vita.