Le Riflessioni Cristiane  

Oggi sposi V - Fecondi educatori
 
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Oggi sposi V - Fecondi educatori

 



 
Oggi sposi V - Fecondi educatori



Le prime due domande sono centrate sui due sposi. Ma la terza imprime una accellerazione verso il futuro, d'un tratto rende palese che una famiglia non sono solo due persone.

Siete disposti ad accogliere con amore i figli che Dio vorrà donarvi e a educarli secondo la legge di Cristo e della sua Chiesa?

Il matrimonio cristiano è rendersi conto che c'è un'altra presenza che ha messo insieme un uomo e una donna. Come abbiamo detto, un rapporto totale e per sempre. Ogni rapporto è vero, vivo, se tende ad una fecondità, che è qualcosa prima che fare figli. La fecondità è accorgermi che prima di tutto è nato qualcosa, cioè sono cambiato. La prima fecondità è la capacità di perdonare l'altro. L'istanza ultima sono i figli, il dono di qualcosa d'altro, di diverso da noi.

Faccio notare quel "vorrà donarvi". I figli non sono un diritto, ma un dono. Non appartengono a noi se non perchè ci sono dati, e noi li abbiamo voluti accogliere. E chi li dona è Dio. Questo libera il campo da una serie di affanni e pretese che possono realmente rovinare non solo il matrimonio ma la vita.
Anche la sterilità fisica è compresa e accolta. E non è un qualcosa da ricercare prima, quando il figlio non si vuole, e combattere poi, quando il figlio lo si vuole a tutti i costi. L'accogliere i figli può anche volere dire figli che non sono tuoi secondo la carne; può anche volere dire accogliere malattie, insufficienze, malformazioni. E' una visione diversa, un mondo differente da chi vede un figlio solo come un diritto dovuto, da chi è disposto ad accettarlo solo se perfetto. E che se non è perfetto lo butta via, è disposto a buttarlo via, come un regalo sgradito.

Essere disposto ad accogliere vuol dire anche che non metto ostacoli tra me e questo figlio che può arrivare. Detto in soldoni: il sesso va fatto sempre nell'ottica che un figlio può arrivare. Non sottovalutate questo. Il sesso fine a se stesso, il sesso sterile per scelta, finisce per essere appunto uno sterile atto fine a se stesso, senza più legame con la persona con cui lo si sta facendo o, peggio, non facendo. E' il disfacimento di un rapporto.
I figli non possono essere frutto di un calcolo. Pianificare troppo è come essere sempre in lotta, come difendersi da qualcosa, e quindi essere sempre pre-occupati, sempre tristi che le cose vadano come si è pensato, e si finisce per non godere più della vita.

Come sa bene chi è genitore, un figlio è invece sempre una presenza imprevista e imprevedibile, che si configura come un bisogno totale. Bisogno di amore, appunto, di affetto, di sicurezza. La madre è la sicurezza affettiva, il padre è la sicurezza ontologica, la solidità delle cose, colui che ti fa crescere e maturare. Occorrono ambedue i ruoli per potere forgiare una personalità equilibrata. E se voglio il bene, se desidero il bene di questo figlio, allora non lo abbandono a se stesso ma lo educo alla totalità, lo educo al bene, insomma lo educo a Dio secondo la Chiesa, che è il modo in cui Dio si rende presente agli uomini.

Se dunque si vuole essere fecondi, e generare rapporti di fecondità e amore, anche a questa domanda si risponda sì.