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Mi ha colpito un fatto narrato da un giovane amico, Roberto, incontrato stamattina.
Un suo amico, Paolo aveva avuto un guasto in piena notte con la macchina ed era in difficoltà: telefona a Claudio che era nel più profondo del sonno e che lascia tutto per andare a soccorrerlo.
Mentre sono in autostrada a cercare di vedere i danno all’auto, arriva a folle velocità un ubriaco e con la sua macchina li falcia.
Una corsa all’ospedale, ma Claudio non ce la fa. Paolo dopo una settimana di semiincoscienza riesce a parlare e a formulare la domanda: “E Claudio?”
Alla fine devono dirgli che Claudio è morto, ma il problema più grosso è aiutarlo a non sentirsi in colpa (problema che ogni buon amico dovrebbe prendere in considerazione).
Arriva anche Roberto e cerca di sostenere Paolo, ma Paolo gli dice: “Tutti cercate di non farmi sentire in colpa e vi ringrazio. Ma questo non basta. Perché nessuno mi può restituire il mio amico”
“ Devi cercare di capire il significato di quel che è accaduto”
“Ma io non lo capisco!”
“Mah! Claudio è morto, ha dato la sua vita per te. Tu avresti fatto altrettanto per lui. Non lo sapeva, ma è stato chiamato a dare la vita per te. E' un fatto che non puoi cambiare. E allora cerca di meritarlo! Meritalo”
Ecco se ad uno capita una cosa così terribile umanamente, il significato più semplice e vero è proprio questo: un amico, ha dato la vita per l’amico; la cosa più cara e più preziosa per un amico.
Che possiamo fare se non cercare di meritare questo immenso sacrificio?
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