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"Petardi gettati nel registro di classe"Intervista-programma all'autrice delle" Note Cellulari "
Intervistatore:- Qual è l’argomento al centro del Diario Osservatorio ? Maria Serena P. :- Il mio Diario parlerà di ragazzi e di scuola. Ho sempre preferito quest’ordine nelle parole: cioè prima i ragazzi e poi la scuola.Io credo che ripetersi ogni giorno che la scuola esiste per i ragazzi sia una frase certamente semplice, ma solo apparentemente banale.Anche altre realtà e istituzioni esistono in funzione dei loro destinatari: dagli ospedali alla tv, dal supermercato alla pompa di benzina, dal poliziotto al calciatore.Ma, con l’eccezione delle strutture sanitarie, che sono un caso a sé, le altre attività prevedono uno “scambio” di servizi o una relazione “servizio-danaro” o prestazioni che generano un divertimento, una utilità, o una garanzia e così via che impegnano quasi paritariamente chi dà e chi riceve. Intervistatore:-Mi scusi professoressa Maria Serena non dovrebbe essere così anche nella scuola? Maria Serena P. :-Nella scuola non è così: io credo che se perfino il medico non può curare il malato che si rifiuta alle sue cure,l’insegnante debba invece in tutti i modi possibili cercare fino in fondo il modo per riuscire a insegnare anche a chi non voglia imparare. Intervistatore:-Cosa vuol dire ?Che non tutti gli insegnanti “insegnano” a prescindere dalle condizioni ambientali ? Maria Serena P. :- Un insegnante lo deve fare. O è meglio che faccia altro. Lo deve fare perché è tutta la società che ha bisogno della sua opera, perché il suo lavoro è per i figli di tutti, perché da quello dipende il futuro di tutti. Lo deve fare perché questo è insegnare. Maria Serena P. :- Purtroppo si parla di scuola e insegnanti esclusivamente o prevalentemente per tessere e ritessere i soliti asfissianti tormentoni sugli studenti bulli, demotivati, nullafacenti; sugli insegnanti scontenti, non rispettati e mal pagati, sulle famiglie che sono inesistenti e allo sbando. Intervistatore :- Prendiamo atto di questo conformismo che affligge i mezzi di comunicazione.Quali sono gli elementi del suo Diario-Osservatorio che contribuiscono a fare chiarezza nel mondo della scuola ? Maria Serena P. :- Nel mio DIARIO di note scolastiche l’obbiettivo è di proporre un rovesciamento della prospettiva con cui si guarda al mondo della scuola. Il rovesciamento parte dal seguente principio: occorre riscattare il valore del lavoro dalla palude in cui la nostra società l’ha sprofondato per far posto prima solo al denaro e poi all’apparire.Il lavoro invece riscatta la nostra vita e, se ci sono, anche i nostri inevitabili errori. Non dobbiamo educare i giovani per il tempo libero, li dobbiamo educare per il lavoro.Il lavoro ci rende utili, dignitosi e necessari: e se è vero che il lavoro dell’insegnante dovrebbe essere certamente valorizzato come merita, la sua prima valorizzazione consiste proprio nella sua efficacia, nella sua qualità e nel suo impegno.Se andiamo alla monetizzazione nuda e cruda entriamo in una logica fuorviante. Intervistatore:- Oltre al mestiere dell’insegnamento ,dove si spinge la sua “osservazione quotidiana” ? Maria Serena P. :- Il Diario parlerà di ragazzi e scuola con l’obbiettivo di contribuire a rendere più chiare le problematiche che la vita scolastica affronta e di smascherare e denunciare il falso moralismo e il falso rigore di restauratori di un passato che non può tornare.Vogliamo parlare della scuola vera e reale, non solo di quella elitaria di pochi licei ben frequentati e rendere trasparenti le nebbie fumose in cui si aggira l’opinione pubblica che ormai ha della scuola un concetto a metà tra il parcheggio e un distributore automatico di bibite. Intervistatore :- Ha valutato quale impatto possano avere le Sue riflessioni sugli insegnanti ? Maria Serena P. :- Sì ! Qualche mio alunno ha detto che il mio Diario sarà come “petardi gettati nel registro di classe”.Voglio infine, ma non da ultimo, rendere giustizia ai tanti bravi insegnanti. |
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