Antidemagogia 5:VELTRONEIDE E  FIORONEIDE
Mitologia di casa nostra

Giornale Cellulare
(non ci sono più le mezze stagioni, e nemmeno le tabelline)
Il giornale cellulare
sull'emergenza Scuola

Pratico Mondo

INDICE GIORNALE HOME
Maria Serena P.
I vs. commenti qui nel Blog di Maria Serena P  



Le agenzie riferiscono un intervento di W.Veltroni contenente una serie di considerazioni e proposte che il candidato alla guida del Pd ha formulato in occasione di un incontro con il mondo della scuola. Presenti anche il Ministro Fioroni e Dario Franceschini.
Ogni volta che i politici parlano di scuola si tocca con mano guantata la sconfortante conoscenza che ne hanno. Soprattutto si constata che essi parlano d’altro:  di una scuola immaginata e irreale (e forse sognata) oscillante tra la nostalgia di quella dei loro tempi, che ricordano così com’era, nei loro anni sessanta, e quella semmai riferibile al liceo dei loro figli e nipoti (che non bazzicano certamente qualche sub-periferico Istituto professionale stile Alcatraz nel quale annaspano i docenti alle prese con la realtà quotidiana). Oppure pensano a una scuola da manuale sociologico tale e quale  quella che viene standardizzata nell’intervento del tuttologo/a o del giornalista di turno.
Infatti, oltre a ripetere la sfinente tiritera sulla sbandieratissima presunta conquista dell’innalzamento dell’obbligo a sedici anni (che come hanno già spiegato gli addetti ai lavori è vecchia di qualche anno, anche se andrà a regime adesso), Veltroni lancia l’idea dei “campus”   (sarebbe utile sapere se nella Finanziaria esistono le risorse per realizzarli), per poi ribattere sul tasto della scuola per i piccolissimi.
 Anche la scuola dei bebè e degli infanti è molto lontana dall’esperienza dei nostri eroi: altrimenti saprebbero, come tutti, che i nidi e scuole materne “pubblici” sono preclusi alla maggior parte dei bambini “nostrani” (pur se di famiglie modestissime) che vengono preceduti nelle graduatorie, per motivi di reddito,  dai piccoli extracomunitari che risultano più svantaggiati. E saprebbero quanto malcontento generi l’esclusione dei piccoli “italiani” proprio dal nido o dalla materna che, oltretutto è un diritto per tutti, anzi per tutte le mamme.
E’ vero che sul proprio libro dei sogni  ognuno può scrivere ciò che vuole, ma sarebbe il caso che Veltroni non porgesse troppi assist al suo grande elettore Fioroni. Invece egli ammicca all’inquilino di V.le Trastevere dichiarando “Sono d’accordo con Fioroni che non si può sostituire la conoscenza dell’Eneide con i computer, ma attenzione perché il computer è un modo attraverso il quale organizzare il viaggio del sapere, quindi  non sottovalutiamone l’importanza” .
La fredda evidenza è quella di un boa di struzzo, costituito dall’equivoco sulla realtà dei contenuti didattico-pedagogici e che  avvolge e strangola al collo l’essenza specifica dell’attività docente.
Non si può omettere o dimenticare, invece, che la scuola deve certamente insegnare, educare ed istruire, ma non può farlo senza analizzare e diagnosticare la situazione dei singoli studenti e delle classi, senza individuare gli obbiettivi, senza  suscitare le motivazioni e mettere a punto i percorsi formativi possibili.
Altrimenti non potrà attraversano la palude del degrado sociale e della disistima della cultura e superare i passi oscuri dell’apatia, del disinteresse, dell’indifferenza e dello sballo degli adolescenti?
Invece dalle parole di lorsignori l’istituzione scolastica emerge con una fisionomia  sempre più velleitaria e perfino elitaria. 
Ma forse ricordando la precipua essenzialità dello studio dell’Eneide, poema che il sindaco-candidato Veltroni certo cita a memoria in latino…, egli ha già in mente la soluzione. Una soluzione spettacolare, da… notte bianca: probabilmente immagina di esser trasportato lui stesso dall’amico Beppe in una sorta di commovente quadretto: Enea-Fioroni con sulle spalle Anchise-Veltroni ed in braccio il figlioletto Ascanio-Computer che attraversano la Pubblica Istruzione incuranti delle fiamme e della devastazione create dai nemici assedianti: ossia da aspiranti docenti precari a vita, genitori inferociti dal caro-libri, insegnanti e bidelli non ancora nominati ad anno iniziato, alunni col debito sempiterno, e adolescenti geneticamente modificati dalla Play Station .
 Quello che conta è andare per la propria strada ad ogni costo: Dobbiamo mettere il turbo in questo paese stanco e fermo. E la prima cosa a cui mettere il turbo e’ proprio la formazione”.
Provare per credere.








VELTRONI E FIORONI


©2007 MariaSerena P.per Pratico Mondo• PraticoPratico Mondo HOMEIndiceBlogContattiGiornali