Docenti: Un mondo di intellettuali in disarmo?

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Docenti:intellettuali in disarmo? Maria Serena P.
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Una Tesi minima o cellulare: "Docenti: Un mondo di intellettuali in disarmo?"

Dichiaro l'argomento di questa mia breve tesi :
Analisi della possibile responsabilità oggettiva degli insegnanti relativamente al modo in cui esercitano la loro funzione di intellettuali

Si può affermare che sugli insegnanti, siano diffusamente conosciute e spesso (ahimè) condivise le seguenti affermazioni.
1) sono a volte criticati per la insufficiente qualità del loro lavoro
2) non godono di prestigio sociale
3) alcuni non sono adeguatamente preparati
4) esistono buoni insegnanti, ma non sono la maggioranza e comunque tutti sono retribuiti nello stesso modo
5) hanno scelto l'insegnamento considerandolo un lavoro part-time
6) non credono a quello che insegnano
7) hanno contribuito a creare generazioni di maleducati

Da parte loro i docenti esprimono insoddisfazione nei confronti del loro lavoro, infatti:
1) lamentano stipendi inadeguati
2) dicono che il loro lavoro è difficile e logorante
3) non ricevono soddisfazione e non ne vedono i risultati delle loro fatiche
4) deplorano di non essere consultati e che le decisioni del Ministero "passano sulle loro teste"
5) dichiarano di essere una categoria di delusi e di repressi perchè il loro lavoro non è stimato
6) dicono che la cultura non interessa più a nessuno
7) lamentano che i loro alunni sono sempre più maleducati e che la colpa è delle famiglie.

Ebbene tutto ciò consente di ipotizzare che queste reciproche querimonie sono servite, fino ad oggi, solo a perdere altro tempo e a rimandare la ricerca di adeguate strategie per migliorare la situazione.
Sarebbe auspicabile che agli insegnanti fosse riconosciuta la dignità che meritano, ma al tempo stesso sarebbe tempo che loro stessi rialzassero la testa esigendo maggiore rispetto e considerazione in grazie del loro lavoro.
Purtroppo se è vero che il Ministero fa passare le sue decisioni sulle loro teste, è anche vero che la tendenza è quella di adeguarsi invece che reagire.
Ad esempio:  è anche troppo semplice dimostrare che la "scuola-progettificio" denunciata da Fioroni è un dato reale; ma non se la sono inventata gli insegnanti.
Risale a ideazioni dei ministeri berligueriani e anche precedenti.  
Allo stesso modo esiste una certa abitudine alla promozione facile, ma la tendenza è dovuta anche alla solerzia con cui la magistratura (TAR) accoglie i ricorsi degli studenti bocciati e costringe i consigli di classe a ripetere gli scrutini.
Abbastanza diffusi sono anche il lassismo e la maleducazione degli studenti: ma è ancor più diffusa l'ostinata e aggressiva difesa dei genitori che partono lancia in resta ogni volta che accade che uno studente riceva una sanzione o una nota disciplinare con votaccio.
Si potrebbe continuare.
La mia tesina cellulare però conclude arrivando a una costatazione di fondo: in tutta questa complessa e deprimente realtà... il grande assente è, o rischia di essere proprio il docente.

Ciò accade segnatamente nei casi in cui il docente non si inalbera di fronte all'indegno trattamento che riceve, ma si adegua; non scrive relazioni opposte e contrarie agli sproloqui ministeriali, ma si ripiega in essi e si fa venire l'ulcera; non affronta i presidi managerialmente burbanzosi, ma s'inchina e si tiene la cervicale da ossequio; non sostiene il confronto con le famiglie diseducatrici sostenendo le ragioni della cultura e della pedagogia, ma latita ed evita il problema rimpannucciandosi in se stesso. E accade anche se e quando gli insegnanti non rifiutano sdegnosamente i quattro soldi di salario aggiuntivo, ma si adeguano ai progetti comunque essi siano e sgomitano per accaparrarseli.
Anche se lo scenario delineato non rappresenta una realtà generale tuttavia accade: trattasi del soffocante e miasmatico fenomeno palude.
E' l'onda melmosa della mediocrità  che tutti ci soffoca e ci annebbia.
E' il fumo del malcostume, della calunnia, dell'indecenza paludata, dell'ipocrisia benvestita.

Ma anche questi fenomeni del nostro tempo non se li sono inventati i docenti: guardiamo invece, e consideriamo per un attimo i tanti fenomeni di mediocri esibizioni e di falso intellettualismo a cui assistiamo quotidianamente e non avremo che da scegliere: dalle risse in parlamento alle violenze verbali e fisiche in diretta tv, proseguendo attraverso malversazioni e  corruzioni per contemplare i manager incensati che producono migliaia di disoccupati e se ne vanno con una liquidazione miliardaria, per meditare sul  successo della volgarità verbalmente e/o fisicamente esibita e per terminare nel viscido della pseudo-verità di parecchi media giornalistici. (Dante potrebbe riscriverne una Commedia di ancora maggiore estensione).

Qual è allora la conclusione della mia tesina?
Semplice. Molti docenti hanno indietreggiato di fronte alle loro difficoltà; e forse non considerano più abbastanza rilevante il loro ruolo culturale e morale di intellettuale, o comunque non abbastanza gratificante da lottare per esso.
E' accaduto che la mediocrità fumosa stia soffocando le loro analisi.

Non è facile, infatti, contrastare quella rassicurante mediocrità che semplifica, relativizza ed ottiene la medaglia del politicamente corretto e se ne sta troneggiante perfino in alcune poltrone del governo e del parlamento.
Per questo non condannerei gli insegnanti. Non condannerei perlomeno prima loro degli altri intellettuali che non hanno nemmeno le giustificazioni di chi realmente svolge un lavoro defatigante e logorante.
Però incoraggerei i docenti a rialzare la testa "percossi da nuovo crescente rumor".
Perchè se aspettano ancora e la nebbia fumosa di viale Trastevere continuerà a dilagare, e il Fioroni avrà gioco ancora più facile e carte migliori in mano.
Quando egli ha detto che la scuola non deve essere un progettificio non ha forse già iniziato a togliere con la mano destra quei finanziamenti che sta promettendo con la mano sinistra?
Mi auguro di essere smentita. Ma non lo spero.
 
Mariaserena





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