Gli ADULTI e gli  INTELLETTUALI sono modelli ormai latitanti?

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Gli ADULTI e gli  INTELLETTUALI sono modelli ormai latitanti?

La riflessione sul tema che mi sono data per oggi è sul ruolo e la responsabilità degli adulti e degli intellettuali nei confronti dei ragazzi.

Di solito i ragazzi, dall’adolescenza in poi, tendono ad essere critici verso il mondo degli adulti, i quali ricambiano con diffidente sussiego.

Ma oggi gli adulti in generale hanno assunto aspetti nuovi che si materializzano e concretizzano in categorie non tradizionali (non pretendo di analizzarne l’universo perché sarebbe assurdo oltre che impossibile).

Il mondo degli adulti comprende infatti non solo genitori e insegnanti, ma anche una folla di persone e personaggi che rappresentano comunque modelli.

E’ inutile nasconderci che tra questi modelli, oltre ai calciatori e ai saranno famosi di turno, c’è anche qualche star un po’ inquietante come Paris Hilton.

Ma io sto pensando anche a tutto l’universo di coloro che appaiono sui media:  il panorama mi sembra da non sottovalutare.

La riflessione di oggi è proprio su questo: mentre i genitori e gli insegnanti sono spesso insigniti dai ragazzi dalla onorificenza dei (scusatemi il termine) rompiballe assillanti e stressanti, coloro che appaiono si avvalgono di ben altre e accattivanti qualità: levigati e disinvolti, sgargiuli e sgarzoline, fichissimi e precisi, sexy e fascinosi. Insomma essendo magri, alti e biondi nonché divertentemente trasgressivi la fanno da padroni.

Per fortuna, sia detto per inciso, ogni tanto la tv propina Mike&Pippo in prima fascia serale e in questi casi qualche arguto genitore potrebbe approfittarne per dare una gomitata al pargoletto e sibilare: “Vedi come si diventa in televisione? Rifletti potresti diventare così anche tu…”

Ma scherzi a parte… io credo sia importante che i genitori e gli insegnanti non perdano coraggio, che si tengano, a testa alta, il titolo di rompiballe e non cedano ai modelli disinvolti e amichevoli.
Se questo ruolo tiene (e la sua tenuta può resistere solo se si fonda su contenuti e motivazioni importanti, ma insegnanti e genitori li hanno)  avremo qualche speranza in più.
Se invece anche queste due categorie, che costituiscono ancora la fondazione indispensabile nella costruzione dell’edificio “educazione e crescita” cedono al fascino mediatico e si lasciano coinvolgere da intellettuali trendy e alla ricerca di consenso, se si lasciano influenzare da astrologi e psicologi televisivi, se aderiscono senza riflettere alle tendenze di costume estemporanee, se infine, si lasciano coinvolgere da discussioni sul “lato A e lato B” delle fanciulle di Miss Italia senza insorgere spegnendo la tv o passando ad altro canale… allora rimane poco da fare.

Anche perché gli intellettuali attualmente più ascoltati e trasmessi dai media radiotelevisivi hanno rinunciato ad un ruolo scomodo di pensatori critici del presente, hanno sdegnato il ruolo nobile e antico del censore (termine che uso in senso latino) e si adeguano a loro volta, al modello sgargiulo e sgarzolino un tantino imbellettato; hanno messo il pensiero politico sullo scaffale più scomodo delle loro librerie universitarie e ammiccano al  LATO B.

Facciamoci coraggio noi (genitori e insegnanti), e mettiamoci il collare del rompiballe: faremo cose migliori.

Se succede che anche le fondazioni cominciano a vacillare allora è inevitabile anche accettare leader improvvisati e accadrà sempre che tutto ciò che fa spettacolo può fare anche politica.

Ma io non credo che sia così.  Io auguro e spero (e credo) che i fenomeni passino e che il senso civico e la politica alta resistano, o meglio: che spero tornino.
Perché i ragazzi hanno bisogno di motivazioni e convinzioni, di riscoprire il valore del lavoro e della costruzione di sé.
E se questa generazione di adulti (tra i 40 e i 60 anni circa) fallisce, come lascia temere, sarà travolta e superata.
Ma sarebbe assai meglio che sia l’edificio educazione e formazione, sia quello della società fossero costruiti insieme.

Maria Serena P.




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