Gli ADULTI e gli INTELLETTUALI sono modelli ormai latitanti? |
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| di Maria Serena P. | Il giornale cellulare sull'emergenza Scuola |
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| I vs. commenti qui nel Blog di Maria Serena P |
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Mariaserena : note cellulari pedagogiche di buona condotta Gli ADULTI e gli INTELLETTUALI sono modelli ormai latitanti? La riflessione sul tema che mi sono data per oggi è sul ruolo e la responsabilità degli adulti e degli intellettuali nei confronti dei ragazzi. Di solito i ragazzi, dall’adolescenza in poi, tendono ad essere critici verso il mondo degli adulti, i quali ricambiano con diffidente sussiego. Ma oggi gli adulti in generale hanno assunto aspetti nuovi che si materializzano e concretizzano in categorie non tradizionali (non pretendo di analizzarne l’universo perché sarebbe assurdo oltre che impossibile). Il mondo degli adulti comprende infatti non solo genitori e insegnanti, ma anche una folla di persone e personaggi che rappresentano comunque modelli. E’ inutile nasconderci che tra questi modelli, oltre ai calciatori e ai saranno famosi di turno, c’è anche qualche star un po’ inquietante come Paris Hilton. Ma io sto pensando anche a tutto l’universo di coloro che appaiono sui media: il panorama mi sembra da non sottovalutare. La riflessione di oggi è proprio su questo: mentre i genitori e gli insegnanti sono spesso insigniti dai ragazzi dalla onorificenza dei (scusatemi il termine) rompiballe assillanti e stressanti, coloro che appaiono si avvalgono di ben altre e accattivanti qualità: levigati e disinvolti, sgargiuli e sgarzoline, fichissimi e precisi, sexy e fascinosi. Insomma essendo magri, alti e biondi nonché divertentemente trasgressivi la fanno da padroni. Per fortuna, sia detto per inciso, ogni tanto la tv propina Mike&Pippo in prima fascia serale e in questi casi qualche arguto genitore potrebbe approfittarne per dare una gomitata al pargoletto e sibilare: “Vedi come si diventa in televisione? Rifletti potresti diventare così anche tu…” Ma scherzi a parte… io credo sia importante che i genitori e gli insegnanti non perdano coraggio, che si tengano, a testa alta, il titolo di rompiballe e non cedano ai modelli disinvolti e amichevoli. Anche perché gli intellettuali attualmente più ascoltati e trasmessi dai media radiotelevisivi hanno rinunciato ad un ruolo scomodo di pensatori critici del presente, hanno sdegnato il ruolo nobile e antico del censore (termine che uso in senso latino) e si adeguano a loro volta, al modello sgargiulo e sgarzolino un tantino imbellettato; hanno messo il pensiero politico sullo scaffale più scomodo delle loro librerie universitarie e ammiccano al LATO B. Facciamoci coraggio noi (genitori e insegnanti), e mettiamoci il collare del rompiballe: faremo cose migliori. Se succede che anche le fondazioni cominciano a vacillare allora è inevitabile anche accettare leader improvvisati e accadrà sempre che tutto ciò che fa spettacolo può fare anche politica. Ma io non credo che sia così. Io auguro e spero (e credo) che i fenomeni passino e che il senso civico e la politica alta resistano, o meglio: che spero tornino. |
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